Edizioni Pgreco

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Formato: 14 x 21 cm
Pagine: 300
Data di pubblicazione: 2015
ISBN: 978-88-6802-121-4
Prezzo di vendita: 18,70 €
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Prezzo:

22,00 €
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Géza Róheim

L'enigma della sfinge. Dal trauma sessuale alla sublimazione, una lettura psicanalitica.

Che cosa rappresenta la Sfinge? e in che modo può gettar luce sull’uomo e sulla cultura? Al pari di tanti altri esseri mostruosi delle più disparate mitologie, la Sfinge, per Róheim, è la rappresentazione simbolica della “scena primaria”, ovvero l’unione dei genitori nel coito, visione traumatica, tipica dell’infanzia, che vede il bambino teso a parteciparvi idealmente ma col divieto di farlo nell’effettivo. Ne L’enigma della Sfinge, la sua opera forse più importante, Róheim si propone dunque di chiarire cosa sia la cultura, cosa cioè differenzi l’uomo da tutti gli altri animali, individuando proprio nei traumi dell’infanzia la matrice di ogni civiltà, a partire dai quali si sviluppa un meccanismo di difesa e di sublimazione che ne determina la struttura. Riallacciandosi alla teoria freudiana espressa in Totem e tabù, Róheim rintraccia nell’origine traumatica, nell’essenza repressiva e nel principio di rallentamento, il problema della nascita della cultura che coincide, in ultima istanza, con la nascita del Super-io.  

Géza Róheim (Budapest 1891 - New York 1953), psicanalista e antropologo, è stato il primo etnologo a ricevere una formazione psicanalitica. Róheim ha condotto importanti ricerche sul totemismo australiano, alternando studio a ricerche sul campo, e interessanti studi sul sogno e sul rapporto tra pensiero magico e schizofrenia. Tra le opere maggiori Origine e funzione della cultura (1972), Gli eterni del sogno. Un’interpretazione psicoanalitica dei miti e rituali australiani (1972) e Psicoanalisi e antropologia. I rapporti fra cultura, personalità e inconscio (1974). Pgreco ha pubblicato Le porte del sogno (2015, 2 voll.).