Edizioni Pgreco

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Pagine: 146
Formato: 14 x 21 cm
Data di pubblicazione: 2014
ISBN: 978-88-6802-056-9
Prezzo di vendita: 13,30 €
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Prezzo:

14,00 €
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Donato Mutarelli

Obtorto colle

“Viva il Presidente della Repubblica. Viva Giorgio Napolitano” tale potrebbe essere l’altro titolo di questo piccolo ma dinamitardo pamphlet che si pone come risposta a chi, parlando del Presidente Napolitano, scrive “Viva il Re”. Va da sè che ogni contro-polemica abbisogna, come la polemica, di prove e controprove così da confermare quanto va dicendo; e le prove arrivano proprio dalla nostra Costituzione, che pur bella ed ispirata com’è nella sua prima parte, accusa, in altre parti, difficoltà di interpretazioni. Primo fra tutti è l’art. 87 e seguenti che mentre elencano i poteri e i compiti del Presidente della Repubblica, simultaneamente pongono dei limiti che sono stati superati nel tempo da Presidenti come Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi. Secondo l’autore, esaminando ogni loro azione o loro decisione, occorrerebbe considerarle in modo “copernicano”. Non sono stati i nostri Presidenti passati – così come oggi Giorgio Napolitano – ad essersi “allargati”, ma è la Costituzione stessa, varata sessantasei anni fa, ad essersi “ristretta” a fronte degli epocali cambiamenti avvenuti nella realtà italiana. Per tale motivo secondo l’autore non si dovrebbe parlare di “presidenzialismo” ma di “decisionismo” del Presidente, di fronte a situazioni drammatiche che non ammettono ripensamenti o tentennamenti: convinto com’è che le due definizioni, pur somiglianti, sono separate da una linea netta, che è il rispetto dello “spirito” della Costituzione. Un pamphlet interessante, nelle cui pagine Donato Mutarelli – non come un irriducibile “bastian contrario” – ma semmai come cittadino e giornalista, si dimostra non disposto ad accettare polemiche “contro il Re” che sembrano, in un momento drammatico com’è il nostro, tanto pretestuose quanto inutili.
Luciano Garibaldi

Donato Mutarelli, giornalista e scrittore, è nato a Pola, in Istria, quando questa terra era ancora italiana. Oggi vive e lavora a Milano. Si è laureato in Scienze Politiche con l’amatissimo professor Gianfranco Miglio, proto-ideologo della Lega Nord, senza però condividerne le idee separatiste. Dopo anni di giornalismo su quotidiani e periodici nazionali, si dedica da tempo alla saggistica politica. Ha scritto libri e saggi. Dopo i “pamphlet” Francesco Cossiga tra Shakespeare e Pirandello (1991), Il trattato di Osimo spiegato a tutti (1991), Indro Montanelli visto da vicino (1992), Com’è difficile essere italiani (1993), Sterminetor. Controbiografia di Umberto Bossi (1998), Silvio Berlusconi e il senso dell’estate (2003), Fazzoletto verde marcio (2011), questo, sul Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è l’ottavo titolo che punta la sua attenzione sui temi e personaggi più discussi della vita nazionale. Ha scritto anche – con il nom de plume di Veruda – un romanzo storico La Terra Rossa (2010) che narra le appassionanti vicende della sua terra natale, l’Istria.